Definizione di Sfigato

Dopo il mio primo articolo, in molti mi avete detto che non sono proprio il prototipo perfetto dello Sfigato. Giusto.

Secondo la considerazione comune gli sfigati hanno delle caratteristiche inconfondibili, che permette loro di non uscire mai da questa etichetta sociale, tranne nei film americani di inizi anni 2000 dove la Sfigata brutta diventa una patata industriale che conquista il bello della scuola. 

Lo Sfigato è brutto, solitamente porta gli occhiali (meglio se muniti di fondi di bottiglia), è timido.
Parla poco e solitamente tira fuori discorsi supermega tecnici di cui francamente non frega niente a nessuno. E' fuori da tutto, anzi viene preso solitamente in giro quando non c'è. Nessuno capisce cosa gli frulli per la testa, in realtà nessuno ha davvero voglia di saperlo.

 

Io sono abbastanza fuori da questi discorsi. 

 

Innanzi tutto sono un Figo della Madonna! 
Poi diciamo che adoro tenere banco con la mia infinita ( e insostenibile) parlantina.
Forse ogni tanto tendo a non farmi capire benissimo, ma ne riparleremo.

 

Allora perchè mi definisco Sfigato?

 

Beh perchè non è come nasci, o le caratteristiche che ti vengono riconosciute in tenera età che fanno di te uno Sfigato. Non decidiamo noi di essere belli o brutti, di portare gli occhiali o di avere il pacco grosso. Non abbiamo alcun controllo sui fattori innati della nostra vita.
Abbiamo invece il controllo del nostro destino, abbiamo il controllo delle direzioni che prende la nostra vita personale al di là di quello che ci succede intorno.

Ebbene, io ho deciso di buttare via la mia vita. Perchè una persona con la mia intelligenza, con la mia cultura, con le mia enormi potenzialità, non può trovarsi a 31 anni ad aver combinato poco e nulla. Io avevo, HO, il dovere di essere di più, di fare di più per la mia vita.

Ho sempre pensato che con un colpo di spugna, un pizzico di impegno, bastava impegnarsi un attimo, avrei ottenuto tutto quello che volevo.
Mi sono sempre sentito un Dio sceso in Terra, pronto a spiegare a tutti cosa è giusto e cosa è sbagliato. 
Poi ho visto passarmi avanti tutti quelli che invece, con poche parole e tanti fatti, hanno mangiato la vita, mentre io da lontano scrutavo superbo. Sfigato.

 

Perchè per quello che io sono, per quello che mi riconosco, per quello che io valgo, ho fatto di tutto per buttare a puttane la mia vita, e per quanto stia lottando per "ripigliarm tutt quell che è u mij", mi sento ancora e sempre

 

Incredibilmente
Insostenibilmente
Inesorabilmente
Inconfutabilmente

Un grande Sfigato

ed è da qui che ripartirò